Tanum: storia, arte e cultura

Il 30 novembre si è tenuta presso il Centro civico comunale di Lovere una conferenza inerente la cittadina svedese di Tanum, prezioso tassello di una terra nordica ricca di suggestioni e di testimonianze. Il ricco patrimonio di petroglifi presente sulle sue rocce piallate dai ghiacciai, analogo a quello camuno, in qualche modo ci rende “vicina” e familiare la cittadina di Tanum, che nel 1994 è stata inserita nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.
Oggi Tanum è una graziosa località turistica della costa occidentale svedese, con tipiche casette in legno, circondata da boschi e spiagge che si affacciano sul mare del Nord. L’atmosfera che vi si respira è difficile da descrivere, perché sembra al contempo di essere immersi nel passato e nel presente, sempre a contatto con la natura e il mare. La tranquillità e il senso di meraviglia e di magia di questi paesaggi vengono espressi magistralmente dalla poetessa Ebba Lindquist in un suo famoso componimento:

“Men ingen dag vi älska så
som sommardagen mjuk och grå.

Det är gott att gå och gå
i detta ändlöst tysta grå

Och det är gott att gå och gå
och höra vågor slå och slå.”

(Ma nessun giorno è a noi caro
Quanto il giorno d’estate, tenero e grigio.

É bello camminare e camminare
In questo grigio silenzioso e infinito

Ed è bello camminare e camminare
E ascoltare le onde che sbattono e ribattono)

Il mare, le onde e la pesca sono da sempre di vitale importanza per gli abitanti di Tanum e questo emerge anche dalle incisioni rupestri. Infatti, queste popolazioni nordiche, durante l’età del bronzo scandinava e la prima età del ferro, erano particolarmente abili nella navigazione e nella costruzione di navi, cosa che si riflette nelle scene rappresentate dai petroglifi, che ritraggono migliaia di imbarcazioni con marinai, timonieri e capitani.
Oltre a scene di vita quotidiana però i graffiti mostrano anche numerosi simboli solari, tra i quali spicca il solhäst, il cavallo che ogni giorno traina il disco solare nel cielo guidandolo nel suo cammino dall’alba al tramonto. Cosí come il Faraone d’Egitto, gli imperatori di Cina e Giappone e i Maya dell’America del Sud, anche gli svedesi dell’Età del bronzo erano adoratori della divinità solare. Erano “figli del sole”.
Da tutte le testimonianze impresse nelle rocce di tante località d’Europa appare chiaro che le civiltà europee dell’età del bronzo avevano in comune il culto del sole: già quattromila anni fa esisteva un assiduo scambio di merci, cultura e credo religioso fra i vari popoli del nostro continente. Era nata la prima comunità europea.

 

Elisa Baiguini, docente di Inglese del Convitto.

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